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Vaccini gatti: costo, controindicazioni, richiami, pro e contro

Vaccini gatti

Vaccini gatti – Qualche tempo fa abbiamo parlato di vomito nel gatto, oggi andiamo a parlare di un altro argomento molto richiesto: i vaccini nei gatti. Ci sono varie informazioni che cercheremo di darvi, fra cui quali fare, costi, pro e contro e anche chi può fare vaccini dal punto di vista della legge. Ma se ci sono altre informazioni di cui necessitate, chiedetele tranquillamente nei Commenti e provvederemo a fornirvi una risposta in breve tempo.

Vaccini gatti: quali fare?

Prima di tutto: i vaccini nei gatti sono obbligatori? No, in Italia non esistono vaccini obbligatori né per il cane né per il gatto. Questo a meno che non dobbiate andare all’estero e vi serva obbligatoriamente la vaccinazione antirabbica, ma questo è un discorso diverso.

Tuttavia, anche se non obbligatori, i vaccini sono caldamente consigliati dai veterinari e questo perché cliniche, ambulatori, gattili, colonie e rifugi sono costantemente funestati da epidemie di malattie virali per cui esiste il vaccino.

La vaccinazione di base per il gatto è la cosiddetta trivalente, la quale include tre malattie vaccinali:

  1. Panleucopenia: la diarrea virale del gatto, causa di epidemie mortali di gastroenteriti anche fulminanti. E’ provocata da un Parvovirus cugino di quello della Parvovirosi del cane e provoca vomito, diarrea, emorragia intestinale, forte abbattimento, anoressia e morte anche nel giro di poche ore dalla manifestazione dei primi sintomi
  2. Herpesvirus: responsabile della rinotracheite virale con congiuntivite. Ceppi virali più forti o ceppi normali in gattini immunologicamente depressi, possono provocare anche sintomi più gravi con dispnea e gravi difficoltà respiratorie. Talvolta anche sintomi neurologici
  3. Calicivirus: virus responsabile della polmonite virale con ulcere in bocca

Altre malattie per cui è possibile vaccinare il gatto sono:

  • Leucemia virale felina: è la FeLV. Di norma si vaccinano solamente gatti che escono o che vivono in zone ad alto rischio. La vaccinazione deve essere preceduta da test, per assicurarsi della negatività del gatto prima di procedere alla vaccinazione
  • Chlamydia: inclusa in alcuni vaccini (che così da trivalenti diventano quadrivalenti), anche questa viene riservata a gatti che vivono in situazioni a rischio
  • Rabbia: va fatta solamente per i gatti che devono andare all’estero, in Italia la Rabbia non c’è

Il costo dei vaccini gatti

E’ impossibile dirvi quanto costa il vaccino del gatto perché non esiste un tariffario unico nazionale, ciascun veterinario ha il proprio tariffario. Il costo del vaccino può variare dai 30 ai 60 euro a vaccino, ma il prezzo è molto indicativo e suscettibile di diversi fattori che possono influenzarlo:

  • costo della vita in quella zona: un vaccino fatto al centro di Milano di solito costa di più di un vaccino fatto a Pescara
  • tipo del vaccino: un trivalente costerà di meno di un quadrivalente o di un vaccino combinato trivalente+FeLV
  • marca del vaccino: ci sono variazioni anche a seconda della marca del vaccino
  • piano vaccinale: immaginiamo un gatto che deve un trivalente e una FeLV. Magari un veterinario adotta un protocollo vaccinale atto a far venire il meno possibile il gatto in ambulatorio, per facilitare il trasporto al proprietario e quindi il primo anno vi fa fare due richiami a distanza di un mese, trivalente+FeLV e trivalente+FeLV, al costo di 80 euro l’uno. Ok, sembra caro, ma sono due vaccini per volta e siete andati solo due volte. Poi c’è un altro veterinario che scinde i vaccini, vi fa dunque andare quattro volte: due volte per fare il trivalente e due volte per fare la FeLV, al costo di 20 euro ciascuno. Che sul momento vi sembra meno caro, ma quanto fa 20 x 4? Sempre 80 euro. Quindi quando fate i conti per i vaccini, valutate anche quante volte siete andati a fare i richiami

Un dettaglio: i richiami dei vaccini si pagano ogni volta. Non so voi, ma ogni volta che vado a fare un vaccino a pagamento, lo ripago ad ogni richiamo, non è che pagate una volta e vale per tutti i richiami che farete nella vita.

Vaccini gatti: controindicazioni

Fondamentalmente le controindicazioni dei vaccini sono legate a reazioni allergiche individuali, impossibili da valutare prima di avere fatto il vaccino. Solitamente si vedono più reazioni allergiche nei cani che non nei gatti, anche se non è che nei cani siano così frequenti. Quindi gonfiori, ponfi, edema facciale e shock anafilattico sono descritti in letteratura, ma non sono frequenti. Così come la caduta circoscritta del pelo nella zona di inoculazione.

Va da sé che quando portate il gatto a fare il vaccino, il micio deve essere in perfetta salute: si vaccinano gli animali sani, non quelli malati. Se avete il gatto che va in diarrea da due mesi, che vomita da una settimana, non è quello il momento di vaccinare il gatto, bensì è il momento di decidervi a curarlo.

Quanti richiami fare nei vaccini gatti? E ogni quanto farli?

Per il richiamo, dipende dal protocollo vaccinale che attua ogni singolo veterinario. In generale si tratta di due richiami a distanza di un mese il primo anno di vita del gatto, seguiti da richiami annuali. Questo per quanto riguarda il vaccino trivalente e la FeLV. Per la Rabbia, alcune marche di vaccino hanno richiami triennali, ma bisogna sempre valutare se il paese di destinazione accetta tale validità.

Le ultime linee guida delle vaccinazioni, provenienti dagli Stati Uniti, suggeriscono che si possano fare vaccinazioni trivalenti triennali. Tuttavia tali linee guida spiegano anche chiaramente che per fare questo, ogni anno bisognerebbe fare al gatto un prelievo di sangue per valutare il titolo anticorpale per le malattie di cui sopra, in quanto non è detto che tutti i gatti mantengano per forza alti titoli anticorpali durante questi tre anni. Di solito non tutti tengono conto di questa parte delle linee guida, che implicherebbe maggiori costi da parte dei proprietari. Questo è il motivo per cui molti veterinari, per sicurezza, continuano a vaccinare annualmente: sanno benissimo che pochi proprietari accetterebbero di spendere annualmente per fare questi esami, molto più costosi del vaccino e onde evitare epidemie di malattie virali da mancata vaccinazione, preferiscono continuare con i vaccini annuali.

Ovviamente se poi si ha un gatto che vive sempre e solo in casa e che è stato vaccinato regolarmente i primi 7-8 anni di vita, con una buona base vaccinale e che non verrà mai in contatto con altri gatti (idem il proprietario), ecco che dai 7-8 anni di vita in su, d’accordo con il proprio veterinario, è possibile passare a una vaccinazione biennale.

Pro e contro dei vaccini gatti

Questi sono i pro dei vaccini gatti:

  • si proteggono i gatti dalle suddette malattie vaccinali, molto comuni e diffuse: visto che non ci sono vaccini per tutte le malattie dei gatti, almeno di quelle per cui ci sono, approfittiamone e proteggiamoli
  • si aumenta l’immunità di gregge, utile per quei gatti che, a causa di malattie concomitanti, non possono essere vaccinati
  • si evitano epidemie continue di malattie virali potenzialmente mortali. O almeno si alleviano i sintomi di chi contrae la malattia provocata da ceppi virali più forti di quelli vaccinali

Questi sono i contro dei vaccini:

  • rare allergie ai vaccini
  • caduta del pelo nel punto di inoculo
  • sviluppo di sarcomi iniezione-indotti nei gatti predisposti geneticamente

A proposito dei sarcomi iniezione-indotti, vale la pena di ricordare che si sviluppano in gatti geneticamente predisposti e che non sono i vaccini a provocarli, bensì qualsiasi iniezione fatta al gatto. C’è poi da considerare una cosa: i veterinari vedono costantemente gatti morire di panleucopenia, Herpsevirus e Calicivirus, mentre sono molto più rari i gatti che sviluppano shock anafilattico o sarcomi iniezione-indotti. Quindi non vaccinare per paura della possibilità di sviluppare un tumore e far ammalare i gatti con la probabilità che vi muoia sotto gli occhi per una malattia che poteva essere evitata vaccinando, beh, direi che la scelta più logica mi appare evidente quale sia.

Vaccini gatti: chi può farli?

Per la legge italiana, vaccinare il gatto è un atto medico, quindi solo un veterinario può vaccinare un gatto. Qualsiasi altra persona vaccini un gatto, potrebbe configurarsi come un reato di abuso di professione. Non parlo del gesto di fare un’iniezione, quella sono buoni tutti a farla: parlo del sapere come si vaccina un gatto, quali protocolli usare, sapere se quel gatto può essere vaccinato o meno, come si conserva un vaccino… Vaccino che, in teoria, non dovrebbe essere possibile vendere singolarmente visto che per i vaccini c’è bisogno di una ricetta in triplice copia.

Foto: infomastern

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