Tutta l'informazione che cercavi

Tubercolosi: sintomi, cura e causa

Tubercolosi, mycobacterium tubercolosis: microscopio elettronico

Tubercolosi – Visto che nel mondo sembrano aumentare i casi di tubercolosi, soprattutto nei giovani, oggi andremo a vedere causa, sintomi, diagnosi e cura della tubercolosi. La tubercolosi, nota anche come tisi (acronimo TBC) o consunzione nei tempi passati, è una malattia infettiva causata da diversi micobatteri, fra cui il più frequente è il Mycobacterium tubercolosis (Bacillo di Koch, dal nome del dr. Robert Koch che, per primo, scoprì questo batterio e che, per questo motivo, ottenne anche il Premio Nobel per la Medicina).

Tubercolosi: causa e patogenesi

La causa della tubercolosi sono batteri del genere Mycobacterium, soprattutto il Mycobacyerium tubercolosis. I micobatteri sono batteri aerobi, Gram positivo, a forma di bastoncello, sensibile alla colorazione di Ziehl-Nielsen (pur essendo Gram positivo, infatti, con la colorazione di Gram si colora in maniera debole).

Come incidenza, dipende dall’età e dalla diffusione: in Africa, dove è molto diffusa, tende a colpire gli adolescenti e i giovani; nei paesi dove l’incidenza è bassa, invece, tende a colpire gli anziani. Fattori di rischio della tubercolosi sono:

  • concomitante infezione da HIV
  • il fumo di sigaretta
  • diabete mellito

Il 90% delle persone infette da Mycobacterium tubercolosis ha un’infezione asintomatica, mentre solamente il 10% delle persone infette rischia di sviluppare un’infezione attiva. La tubercolosi provoca un’infiammazione di tipo granulomatosa. Il granuloma tipico ha il centro necrotico simile a formaggio bianco, per cui si parla di necrosi caseosa. Se dal granuloma, in cui i micobatteri rimangono bloccati, riescono ad accedere al circolo sanguigno, ecco che si ha la forma di tubercolosi miliare, tipica di bambini e anziani. La tubercolosi si diffonde principalmente fra persone tramite aerosol, quindi tramite colpi di tosse. Tuttavia nella forma urogenitale può essere trasmessa anche tramite le urine.

Occhio che la trasmissione avviene solamente tramite persone con TBC attiva. In questo caso, tranne che nelle forme resistenti, dopo due settimane di terapia, la persona non è più infettante. Inoltre c’è la possibilità di trasmissione tramite carne o latte bovini infetti, anche se in questo caso il ceppo responsabile è il Mycobacterium bovis.

Tubercolosi: sintomi

Tubercolosi polmonare

La tubercolosi, tecnicamente, può infettare ogni parte del corpo, anche se l’infezione più comune è quella polmonare. Per questo motivo si parla di tubercolosi polmonare e di tubercolosi extrapolmonare (le due forme possono coesistere). Sintomi sistemici sono:

  • febbre
  • brividi
  • sudorazione notturna
  • anoressia
  • dimagramento
  • pallore
  • tendenza ad affaticarsi
  • dolore al petto
  • tosse produttiva
  • emottisi
  • emorragia massiva dall’arteria polmonare con aneurisma di Rasmussen
  • fibrosi e cicatrizzazione polmonare

Tubercolosi extrapolmonare

Se la tubercolosi si estende al di fuori dei polmoni, ecco che abbiamo la tubercolosi extrapolmonare. Si verifica soprattutto nei soggetti immunodepressi e nei bambini. Le forme più frequenti sono:

  • pleurite tubercolare
  • meningite tubercolare
  • adenite tubercolare
  • tubercolosi urogenitale
  • Malattia di Pott (tubercolosi localizzata a livello di ossa e articolazioni)
  • tubercolosi ossea (una forma particolare di osteomielite)
  • ulcere tubercolari

I sintomi variano a seconda della sede e della gravità. Nelle forme intestinali abbiamo:

  • ernia iatale
  • reflusso gastroesofageo
  • stenosi intestinale
  • megacolon
  • stipsi

Nelle forme tonsillari abbiamo:

  • linfoadenopatia cervicale
  • periadenite permanente
  • necrosi della mucosa tonsillare

Tubercolosi: diagnosi

Non è sempre facile diagnosticare la tubercolosi in quanto in laboratorio i micobatteri crescono lentamente, ci mettono dalle 4 alle 12 settimane. Ovviamente oltre ad anamnesi completa, bisogna effettuare esami del sangue completi e radiografie del torace. Esami di laboratorio da prendere in considerazione sono il test cutaneo della tubercolina, i test sierologici, la ricerca del micobatterio e le colture batteriche.

Tubercolosi: terapia

La cura della tubercolosi prevede la somministrazione di antibiotici che agiscano contro i micobatteri, per cui rifampicina, pirazinamide, etambutolo e isoniazide, usati giornalmente in associazione per almeno due mesi. Poi si usano solo più isoniazide e rifampicina tre volte a settimana per almeno quattro mesi. Considerate che ci va fino ad un anno per riuscire ad eliminare completamente i micobatteri dall’organismo, questo sempre che non siano ceppi resistenti o che non ci sia grave progressione della malattia.

Nella tubercolosi latente, invece, si usa un solo antibiotico a scopo preventivo. Ovviamente utilizzare tali antibiotici non è una passeggiata, è possibile che il fegato ne risenta gravemente.

Per le forme resistenti, esistono tre varianti:

  1. multiresistente: la TBC non risponde a rifampicina e isoniazide. In questo caso si amplia il range di principi attivi usati, fino ad arrivare al linezolid, farmaco da usare in extremis perché come effetti collaterali ha anemia, neutropenia e neuropatia ottica. Si parla di combinazioni di cinque farmaci per tre mesi
  2. estensivamente resistente: la TBC non risponde a tre o più farmaci di seconda linea
  3. totalmente resistente: la TBC non è curabile con nessun farmaco

Per quanto concerne il vaccino della tubercolosi, chiamato BCG, viene usato solo in casi particolari e non ha un’efficacia del 100%. Inoltre pare che sia meno efficace dove il micobatterio non è molto diffuso.

Via: Ansa

Foto: niaid

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>