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Trichinella: cause, sintomi e terapia di questa zoonosi

Trichinellosi

Trichinella – In queste ore si sta parlando di una nuova ondata di Trichinella in Sardegna, quindi andiamo a vedere cause, sintomi e terapia della trichinellosi. Nota anche come trichinosi o trichinosis, la trichinellosi è una zoonosi (una malattia trasmissibile dagli animali all’uomo) causata da Nematodi, vermi cilindrici, del genere Trichinella. Tale parassita è in grado di infettare mammiferi, uccelli e rettili, specie se onnivori e carnivori. Quindi ecco che la Trichinella è un problema di maiali, volpi, cinghiali, cane, gatto e uomo.

Trichinella

Trichinella: cause

Come abbiamo già detto, la trichinellosi è provocata dal nematode Trichinella, un verme cilindrico, un nematode piccolissimo. Esistono otto specie diverse di Trichinella (Trichinella spiralis, Trichinella nativa, Trichinella britovi, Trichinella murrelli, Trichinella nelsoni, tutte specie incapsulate e Trichinella pseudospiralis, Trichinella papuae, Trichinella zimbabwensis che invece non sono incapsulate), ma in Italia l’unica Trichinella nativa è la britovi, anche se in passato ci sono stati focolai umani provocati da altre specie come la Trichinella spiralis, a causa dell’importazione di animali infetti.

Trichinella: modalità di trasmissione

La trasmissione della Trichinella nell’uomo avviene solamente tramite via alimentare, quindi tramite il consumo di carne cruda o poco cotta infetta, contenente le larve del parassita. In Italia, di solito, il veicolo di trasmissione più comune della Trichinella è la carne di maiale, cinghiale e cavallo. Bisogna anche specificare che la trichinellosi non si trasmette direttamente da uomo a uomo.

Trichinella: patogenesi e ciclo vitale

Il periodo di incubazione della trichinosi è di solito di 8-15 giorni, anche se può arrivare a 5-45 giorni, dipende dal numero di parassiti che sono stati introdotti.

Il ciclo vitale della Trichinella è assai particolare. I piccoli vermi adulti crescono e maturano nell’intestino dell’ospite intermedio (il maiale, per esempio). Le femmine producono larve vive che passano la parete intestinale, arrivano nel sangue e nel sistema linfatico e da qui arrivano nei muscoli, dove si incistano. L’uomo si infetta proprio mangiando carne infetta. Una volta che l’uomo ingerisce la carne infetta, le cisti vengono digerite nello stomaco, le larve escono e migrano nell’intestino per dare inizio a un nuovo ciclo vitale. Quando le larve migrano e si incistano, provocano febbre, dolore e morte in quanto sono in grado di cibarsi dei tessuti vivi.

Trichinella: sintomi della trichinosi

Nell’uomo possiamo sì avere infezioni asintomatiche, ma spesso la Trichinella provoca infezioni gravi, anche mortali. I sintomi della trichinellosi nell’uomo sono:

  • diarrea (presente nel 40% dei casi)
  • nausea
  • vomito
  • dolori muscolari e miosite
  • debolezza
  • sudorazione
  • edema delle palpebre superiori e del volto simili all’orticaria
  • emorragie lineari subungueali (diverse da quelle dell’endocardite infettiva)
  • fotofobia
  • febbre
  • morte

I primi sintomi di trichinosi (nausea, vomito, diarrea) possono comparire già da 12 ore a due giorni dopo l’ingestione delle carni infette. 5-7 giorni dopo la comparsa dei primi sintomi ecco che arrivano l’edema facciale e la febbre. 10 giorni dopo arrivano i dolori muscolari forti, la difficoltà respiratoria, la bradicardia, l’ipotensione, i danni cardiaci e neurologici, fino alla morte per infarto, complicanze respiratorie o insufficienza renale.

Trichinella: diagnosi e terapia

La diagnosi di trichinosi parte dal sospetto di tale malattia per via del riscontro di una notevole eosinofilia con leucocitosi e aumento del CPK, ma deve poi essere confermata tramite esami sierologici e biopsia muscolare.

La terapia della trichinellosi di lieve gravità prevede l’uso di farmaci sintomatici, quindi analgesici e cortisonici come il prednisolone e il prednisone. Nelle forme più gravi bisogna utilizzare farmaci antielminitici come il tiabendazolo e l’albendazolo, mentre il mebendazolo si usa insieme ai cortisonici nelle forme molto gravi ed estese.

Trichinella: prevenzione

Importante è prevenire la Trichinella, bisognerebbe seguire queste norme:

  • mangiare solo carne ben cotta in modo che le larve vengano inattivate e distrutte, basta 1 minuto a 65 gradi (la carne deve essere bruna e non rosa)
  • i veterinari preposti devono controllare le carcasse della selvaggina e dei maiali macellati a casa
  • quando non si è certi che la carne sia stata sottoposta ad esame trichinoscopico, prima del consumo bisogna congelarla per 1 mese a -15 gradi: un congelamento lungo uccide le larve
  • salare, essiccare, affumicare e forno a microonde non uccidono il parassita

Trichinella negli animali: la prevenzione dei veterinari

La Trichinella è una malattia che interessa i veterinari in quanto la si ritrova nei maiali, cinghiali, cavalli, roditori, cani e gatti. La trichinellosi interessa soprattutto la muscolatura degli animali, particolarmente colpiti sono il diaframma e il muscolo massetere. Visto che è una zoonosi, i veterinari che lavorano nei macelli effettuano l’esame trichinoscopico su campioni di diaframma di maiali ed equini.

Foto: smerikalksrecomm

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