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The Walking Dead: Stephen King si interroga su alcune scelte della serie TV

The Walking Dead, Stephen King

The Walking Dead – Se già noi comuni mortali ci interroghiamo su alcune scelte degli sceneggiatori e dei personaggi di The Walking Dead, figuriamoci quante domande possa farsi un esperto del settore come Stephen King. Anche Stephen King guarda The Walking Dead, pare abbastanza ovvio, ma anche lui si pone qualche domanda sulla serie TV. Dopo l’ultima puntata andata in onda, tramite il suo account Twitter, il Re dell’Horror, ha fatto quello che noi fan facciamo sin dall’inizio: ha sollevato diversi quesiti relativamente alla timeline.

The Walking Dead: i quesiti di Stephen King

Stephen King non è certo un estraneo per quanto riguarda la costruzione di interi mondi o di scenari post-apocalittici (se già non lo avete fatto, leggetevi L’Ombra dello Scorpione, a mio avviso il più bel romanzo di King). Lo scrittore ha riflettuto su un particolare zombie presente nell’ultima puntata: “L’ultimo episodio di The Walking Dead ha visto comparire uno zombie fighissimo. Impossibile dire dove Jadis abbia potuto ottenere i 440 volt necessari per crearlo, ma è solo un cavillo: li ha trasformati in salsa di spaghetti”.

Dopo aver meditato sulla possibilità che i nostri sopravvissuti post-apocalittici abbiano potuto dedicare parte del loro prezioso tempo a non girovagare a vuoto per le forest… ehm, volevo dire… a non uccidere zombie per utilizzare, invece, tecnologie basate sull’energia solare per soddisfare i loro bisogni, ecco che Stephen King ha sottolineato un altro particolare: “Avete ragione, certo, ma poi c’è stata la scena sopra la tomba di Carl: il vento solitario è stato un gran bel tocco, solo che nessuna foglia sugli alberi si muoveva. Beccati questa, Twitterverse!”.

A questo punto, Stephen King è diventato inarrestabile: “Come mai dopo otto anni gli zombi non sono diventati biodegradabili?”. Qui King ha solo parzialmente ragione: in realtà in otto stagioni gli zombie sono diventati sempre più sfatti e putrefatti, questo perché, essendoci meno sopravvissuti, ci sono sempre meno zombie freschi. Inoltre bisogna considerare che la velocità di putrefazione di un corpo dipende anche da fattori esterni come la temperatura e l’umidità. E diverse serie apocalittiche ci insegnano che gli zombie radioattivi potrebbero essere un tantino più lenti a putrefarsi: che ce ne sia qualcuno anche in The Walking Dead?

Via: ComicBook

Foto: steph_lawton

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