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Swatch: i mitici orologi compiono 35 anni

Swatch, orologi

Swatch – Alzi la mano chi non ha mai avuto uno Swatch. Ecco, io al polso ne ho uno anche adesso. In tantissimi abbiamo usato un orologio Swatch prima o poi nella vita, persino Papa Francesco. E conosco parecchie persone che li collezionano. Anche se i veri collezionisti di orologi considerano gli Swatch alla stregua del Tavernello per i vini, rimane il fatto che il 1 marzo 1983 uscì sul mercato il primo orologio Swatch e fu subito amore per il grande pubblico. Leggero, colorato, tantissimi i modelli a disposizione, funzionante e, soprattutto, economico.

Swatch: storia di un orologio che ha fatto la storia

Personalmente ho avuto diversi Swatch: non ero una collezionista, ma semplicemente quando arrivava l’ora di cambiarlo, ecco che preferivo uno Swatch. Ho letteralmente adorato quello che riproduce i fregi dei templi greci e mi sono dispiaciuta assai quando non ho più trovato i cinturini di ricambio.

Ma da dove originano gli Swatch? Tutto parte negli anni Sessanta quando l’industria svizzera degli orologi entra in crisi per via dell’immissione sul mercato dell’orologio al quarzo giapponese, più preciso rispetto agli orologi meccanici. Il tutto mentre in Svizzera si continuano a produrre lentamente orologi lussuosi: il risultato è un crollo nel mercato.

Fra le aziende maggiormente in crisi abbiamo la SSIH (fusione dei marchi Omega e Tissot) e ASUAG (fusione di una decina di marchi). Ecco che, però, in questo scenario si inserisce Nicolas G. Hayek: su mandato delle banche creditrici, cerca di capire come fare per salvare l’industria svizzera degli orologi. Così decide di fondere SSIH e ASUAG per lanciare sul mercato un orologio differente, sottile, tecnologico, aumentando pubblicità e modificando la distribuzione. Nasce così il progenitore dello Swatch, sempre un orologio al quarzo, ma con meno meccanismi e con un design accattivante.

Da lì è storia: in pochissimi anni vengono rilasciati tantissimi modelli, differenti sia per colori che per design. Complice la pubblicità e i prezzi ridotti, gli Swatch diventano un must degli anni Ottanta. Anche il nome è una trovata pubblicitaria: è la contrazione di “Second Watch”, per significare che puoi comprarne più di uno. Arrivano poi i negozi monomarca, i modelli ispirati all’arte e alla cultura pop, la Swatch diventa sponsor della Biennale di Venezia e via dicendo.

Successivamente nel 1998 la Swatch diventa The Swatch Group, inglobando anche Breguet, Blancpain, Omega, Tiffany & Co, Longines, Tissot. Nel 2006 arriva il numero 333 milioni. E ancora adesso l’azienda ha un fatturato in crescita.

Via: Ansa

Foto: malfet

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