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Sanremo 2013: liti nella giuria di qualità, Eleonora Abbagnato unica a votare Mengoni

A quanto pare la vittoria di Marco Mengoni al Festival di Sanremo 2013 si è lasciata dietro un notevole strascico di polemiche. Questa volta sono Eleonora Abbagnato e Beppe Fiorello a parlare ci cosa sia realmente successo dietro le quinte della giuria di qualità di cui facevano parte. Prima di tutto vediamo Eleonora Abbagnato, avrebbe dichiarato infatti di essere stata l’unica a votare per Marco Mengoni, tutti gli altri avevano votato per Elio e le Storie Tese.

Il che la dice lunga su questo risultato: ormai al Festival di Sanremo non vince più la canzone qualitativamente più bella, indubbio che la ‘Canzone Mononota’ di Elio e le Storie Tese fosse migliore rispetto a quella di Mengoni, bensì vince la canzone più votata dai call center intasati dai Bimbiminkia e affini che voterebbero i loro beniamini creati ad arte mediaticamente anche se cantassero ‘Il ballo del qua qua’.

A quanto pare Eleonora Abbagnato avrebbe dichiarato: ‘Sono felice per Marco Mengoni, se lo merita. La sua canzone è la più bella e poi l’interpretazione che ha fatto venerdì sera del brano di Luigi Tenco Ciao amore ciao mi ha fatto venire i brividi’ e alla domanda se gli altri giurati la pensavano come lei avrebbe risposto: ‘Purtroppo no. Spingevano tutti per Elio e le Storie Tese. Per carità, bravissimi, ma io ho votato con il cuore. E poi largo ai giovani’.

Poi avrebbe detto di non voler mai più ripetere un’esperienza simile e meno male dico io: sarà bravissima a ballare, ma dal punto di vista musicale non capisce granché. Tuttavia anche Beppe Fiorello sottolinea le continue tensioni presenti nella giuria di qualità: ‘on gli altri giurati ci sono state diverse discussioni. Alla fine mi sono scocciato e ho detto che avrei votato seguendo le mie emozioni, scegliendo la canzone e l’artista che preferivo. Anche se credo che al dunque nessuno di noi abbia votato per Mengoni’.

E quando gli viene fatto notare che la Abbagnato è stata l’unica a votare Mengoni, afferma sconsolato: ‘Questo vuole dire che la giuria di qualità non ha poi così tanto influito sul giudizio finale. Ed è giusto così, visto che non eravamo le persone adatte a ricoprire questo ruolo. Io la giuria l’avrei composta con più qualificati artisti stranieri: avrebbero dato un tocco internazionale al Festival che rischia di diventare sempre troppo italiano’.

Non male come suggerimento. Una giuria di qualità composta da diversi esperti del settore e, soprattutto, ridurre l’influenza del pubblico a casa potrebbe forse servire a far vincere a Sanremo una canzone veramente bella, non solo quella del beniamino creato televisivamente più in voga al momento.

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