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Russia: giornalista ucciso, è stato un errore

Silvio Berlusconi e Putin

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Un altro giornalista morto. E ancora in Russia. Questa volta però non perchè scomodo o pericoloso. Almeno ufficialmente. Il reporter è stato ucciso per “sbaglio”. Lo ha deciso il giudice che, a oltre un anno dalla scomparsa di Magomed Yevloyevm, ha stabilito che il giornalista è morto per omicidio colposo involontario.

A colpire Magomed Yevloyevm è stato colpito alla testa da un colpo di pistola dall’agente dell’Inguscezia Ibragim Yevloyev. Il giornalista era stato fermato il 31 agosto 2008 in aeroporto. Il giudice ha quindi stabilito che la sua morte è avvenuta accidentalmente. Non sono ben chiare però la dimamica dell’ “incidente”.

Chi era Magomed Yevloyevm? Non una persona qualunque. Si tratta infatti del direttore del principale sito internet di opposizione in Inguscenza. Un nome di spicco dunque. Che oggi è di un morto. Il suo assassino (volontario o meno) sconterà due anni di regime carcerario leggero.

La sentenza del giudice ha scatenato molte polemiche. I parenti della vittima credono che la morte del giornalista non sia stata un caso. Il padre, secondo l’agenzia Interfax, ha detto: “Non si tratta di un omicidio involontario, è stato piuttosto un omicidio intenzionale, ben orchestrato e preparato”. Gli avvocati della difesa starebbero preparando il ricorso.

Intanto ci si chiede come possa un giornalista morire per caso…

Fonte: Corriere

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