Tutta l'informazione che cercavi

Recensione Il seggio vacante di JK Rowling, che depressione la miseria dell’animo umano

Antefatto: una mia abitudine radicata consiste nell’auto impacchettarmi i libri più belli usciti negli ultimi mesi per potermeli poi godere a Natale. Quando il 6 dicembre è uscito ‘Il seggio vacante’ di JK Rowling per un attimo ho esitato: lo impacchetto per metterlo sotto l’albero, rischiando la somma delusione oppure lo leggiamo subito? Meno male che ho avuto un attimo di preveggenza e ho preferito leggerlo subito. Se avessi letto un simile libro immersa nell’atmosfera natalizia mi sarei depressa ancora di più.

Dunque, da dove cominciare? Prima di tutto lo sapevamo benissimo che non avremmo trovato il magico mondo di Harry Potter, ma questo non è un problema: se un autore cambia rotta non siamo così infantili da prendercela a male. E ad essere onesti ‘Il seggio vacante’ è scritto abbastanza bene, con il classico stile della Rowling, essenziale, schietto: la sua capacità di tratteggiare personaggi credibili e reali con poche frasi è rimasta inalterata.

Anche se a dire il vero non ho apprezzato troppo l’uso delle parentesi. Non che non mi piacciano, quando scrivo tendo ad utilizzarle parecchio, però nel suo caso se fa parlare un personaggio è ovvio che quelli sono i suoi pensieri, non servono certo le parentesi per ricordarmelo. Anche perché quando l’inciso nella parentesi dura due pagine, la faccenda diventa un po’ ridicola.

E ho anche apprezzato l’ambientazione: mi piacciono le storie delle piccole cittadine, con gli intrighi che ne derivano. Il problema qui secondo me sta nella caratterizzazione dei personaggi: è vero che tutti noi abbiamo segreti e peccatucci da nascondere, però di solito un lato caritatevole e umano ce l’abbiamo. I personaggi che la Rowling crea sono tutti derelitti, privi di speranza, desolati, meschini e chi più ne ha più ne metta. L’unico che sembra avere qualche qualità positiva è il defunto che dà l’avvio alla vicenda, ma è troppo poco.

E’ un libro che mette una depressione terribile: va bene mostrare la miseria dell’animo umano, ma non puoi limitarti solo a quella, persino il vaso di Pandora aveva la Speranza. Se voglio vedere solamente la bruttura che mi circonda, ho già la realtà che me la mostra, non serve ribadirlo in questo modo. Mi spiace, ma questa nuova Rowling non mi piace per niente.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>