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Napoli entra nell’area a rischio in caso di eruzione del Vesuvio

Napoli Vesuvio

Napoli è entrata a pieno diritto nell’area a rischio in caso di eruzione del Vesuvio. A dire il vero attualmente il vulcano è abbastanza tranquillo, ma non dobbiamo dimenticare che è ancora attivo e così come seppellì una volta Pompei, potrebbe tranquillamente rifarlo. Per questo motivo Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile, ha presentato una nuova mappa che allarga la zona rossa, quella che in pratica contiene i comuni a rischio in caso di eruzione.

Continuo a sostenere che costruire delle città sotto un vulcano attivo non è un’idea geniale, però ormai ci sono e le teniamo così. Per adesso sono 24 i comuni in zona rossa, sei in più rispetto alla precedente mappa. Fra questi, tre sono comuni di Napoli: San Giovanni a Teduccio, Ponticelli e Barra, il resto appartiene ai comuni dei Campi Flegrei.

Tuttavia non tutti gli 800 mila abitanti della zona rossa dovrebbero essere evacuati in caso di eruzione: questa fascia è a sua volta suddivisa in due parti, la zona rossa 1, quella che verrebbe invasa dalla lava e la zona rossa 2, quella dove è previsto il crollo degli edifici a causa dell’accumulo di ceneri e lapilli.

Per adesso il Vesuvio è abbastanza tranquillo, il livello di allerta è quello base, il verde. E sembra che da decenni l’attività vulcanica non presenti picchi anomali rispetto all’attività ordinaria. Franco Gabrielli così afferma: ‘C’è un’eccessiva insensibilità e una mancanza di consapevolezza del rischio fra gli abitanti di queste zone. Nella zona dei Campi Flegrei la percentuale di gente che non conosce il rischio su cui è letteralmente seduta raggiunge picchi del 70-80 per cento. Il rischio è che questa insensibilità spesso si traduce in un atteggiamento non adeguato nei confronti delle istituzioni che invece hanno il dovere di rendere consapevoli i cittadini’.

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