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Marotta: al referendum vincono i Sì, addio alla Berlino dell’Adriatico?

Marotta referendum

Conoscete la Berlino dell’Adriatico? Si tratta della cittadina di Marotta, facente parte del comune di Mondolfo, sita fra Fano e Senigallia. Ebbene, da tempo Marotta è suddivisa amministrativamente fra ben tre comuni: Mondolfo, Fano e San Costanzo. Ad essere onesti nella parte di San Costanzo ci sono pochissime case, per la maggior parte qui ci sono capannoni industriali. Il vero pomo della discordia è Marotta di Fano: è dal 1959 che gli abitanti di Marotta cercano di riunificare i due segmenti, forti del fatto che è del tutto illogico suddividere in questo modo una città.

La storia dei tentativi di riunificazione di Marotta è questa. Nel settembre del 1959 venti giovani marottesi fanno una staffetta di più di 300 chilometri verso Roma per chiedere finalmente l’autonomia amministrativa. L’iniziativa avrebbe avuto successo, non fosse che la caduta intempestiva del Governo fa sì che nessuno faccia più niente. Arriviamo al 1981 quando viene proposto un primo referendum per chiedere ai cittadini se far riunificare le due frazioni di Marotta. L’esito è negativo, ma è presto detto il perché: vengono fatti votare tutti i cittadini di Fano e di Mondolfo. Ora, essendo Fano molto più grossa di Mondolfo è ovvio che abbiano vinto i No, visto e considerato che Fano ha votato in massa contro questa idea: anche unendo le forze degli abitanti di Marotta di Fano e di Marotta di Mondolfo, la disparità era troppo grande. Per farvi un esempio attuale: è come se si facesse un referendum per chiedere l’indipendenza dell’Ucraina e si facessero votare tutti gli abitanti della Russia, a favore del No e quelli dell’Ucraina, a favore del Sì. Secondo voi chi vince? E perché?

Ok, passiamo al 2010, il comitato Pro Marotta Unita fa arrivare al presidente della regione Gian Mario Spacca una petizione di 5000 firme per chiedere il distacco della frazione di Marotta dal comune di Fano per farla passare sotto Mondolfo. Nel 2011, Fano si dichiara contraria al distacco, mentre la provincia è totalmente a favore del processo dell’unificazione (anche perché a livello amministrativo negli ultimi anni si tende a unificare e non a dividere). Ancora nel 2011 il sindaco di Mondolfo Pietro Cavallo propone di modificare il nome del comune da Mondolfo a Mondolfo-Marotta.

Arriviamo nel 2013: a gennaio il Consiglio regionale accoglie la richiesta di un referendum per stabilire se Marotta di Fano debba passare al comune di Mondolfo, chiedendo espressamente che solamente i marottesi di Marotta di Fano possano votare, ovvero quelli interessati al passaggio. Nel mese di marzo, Gian Mario Spacca fissa il referendum il 19 maggio, ma il comune di Fano presenta ricorso al TAR il quale decide di spostare il referendum al 12-13 gennaio 2014, includendo però fra i diritti al voto anche gli abitanti di Torrette e Ponte Sasso, due frazioni di Fano vicine a Marotta di Fano e parte di Marotta di Mondolfo (neanche tutta). Ora, a questo punto sorge spontanea la domanda: che caspiterina c’entrano Torrette e Ponte Sasso? Assolutamente nulla, loro comunque rimarranno a Fano e non fanno parte né di Marotta di né di Mondolfo, quindi perché il sindaco di Fano ha fatto questa richiesta? Beh, la risposta è ovvia se pensate che quasi tutti a Torrette e Ponte Sasso hanno votato No, tanto a loro cosa importa di Marotta di Fano? Il comune di Fano tenta il colpaccio di nuovo, ricorre di nuovo al TAR per rimandare ancora una volta il referendum, ma il TAR respinge il ricorso: il referendum si è svolto così il 9 marzo 2014, nella foto estratta da Wikipedia potete vedere il risultato. Prevedibilmente, tranne qualche illuminata eccezione, a Torrette di Fano e Ponte Sasso tutti hanno votato No, mentre Marotta di Fano e quei pochi seggi di Marotta di Mondolfo che hanno potuto votare hanno votato quasi tutti Sì. Quindi al referendum vincono i Sì, per cui questa potrebbe essere la fine per la Berlino dell’Adriatico. Non ci resta che attendere le decisioni della Regione.

Foto | Screenshot da Wikipedia

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