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Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato, la recensione: grazie Peter Jackson

Non ho resistito e ieri sera sono andata a vedere ‘Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato’. Che dire? A dispetto da quanto sostenuto da alcuni detrattori, che l’hanno trovato ‘lento e privo di epicità’, a me è piaciuto tantissimo. Quindi devo ringraziare ancora una volta Peter Jackson per aver portato questo libro di Tolkien sul grande schermo e chiedo cortesemente ai Maya di non far finire il mondo il 21 dicembre 2012 perché gradirei molto vedere le altre due pellicole, magari in versione estesa.

Questa che segue non è una vera e propria recensione cinematografica, però sono le mie impressioni. Partiamo proprio dalle accuse di ‘lento e privo di epicità’. Mi chiedo che film abbiano visto. Certo, la prima parte è più descrittiva, c’è la storia della caduta di Erebor, l’anello di raccordo fra Frodo e Bilbo anziano e il Bilbo di Martin Freeman e l’arrivo dei Nani, però l’ho trovata ottima e interessante. Certo, se non ti piace il genere e vai a vedere un film simile, è ovvio che ti annoi, ma se un minimo sei interessato anche ai retroscena delle vicende principali non puoi non apprezzare un prologo come questo. Se vuoi un film fracassone, beh, per quello ci sono i blockbuster d’azione di Hollywood.

Passiamo alla seconda accusa, ‘privo di epicità’. Certi critici prima di parlare dovrebbero avere una visione d’insieme. Hanno mai letto il libro ‘Lo Hobbit’? Scritto prima de ‘Il Signore degli Anelli’, ha un tono più leggero, da fiaba, da racconto d’avventura, ma è proprio così che lo ha scritto Tolkien. E non c’è da stupirsene se nel film ci sono scherzi, battute e ilarità più che nel SdA: Frodo portava su di sé il peso della salvezza o della rovina dell’intera Terra di Mezzo, per Bilbo si tratta di un’avventura alla ricerca di un reame perduto. La differenza ci pare notevole. E se Peter Jackson si fosse azzardato a dare un tono più epico al film, avrebbe snaturato del tutto l’opera di Tolkien.

E che dire di chi sostiene che abbia voluto allungare il brodo, aggiungendo le Appendici del Sda? Assolutamente falso, tutto è stato fatto per dare maggior senso alla vicenda, spiegando più dettagli, ma non si ha mai la sensazione di guardare scene inutili e fini a sé stesse.

I personaggi. Che dire? Tutti bravi, divertente il Gollum più giovane, in pratica ho recitato a memoria la scena nella grotta dove lui e Bilbo si sfidano a indovinelli, cosa che testimonia l’aderenza mantenuta da Jackson verso il testo originale. Fatto che si percepisce in tutto il film: alcuni dialoghi sono assolutamente identici al romanzo e le scene sono proprio come ce le eravamo immaginate. Ottima la prestazione degli attori, anche se a un certo punto Richard Armitage sembra un attimo rubare la scena a Bilbo. Comunque entrambi sono stati ottimi nella parte. Thorin è un concentrato di fighitudine assoluto, perdonatemi il termine poco consono a una recensione : lui non è un Nano in stile Gimli, lui è il Principe Nano per eccellenza, fiero, intenso come pochi altri, Aragorn potrebbe imparare qualcosina da lui. Il Bilbo di Martin Freeman è perfetto nel ruolo e un plauso particolare va a Radagast, buffo e bizzarro come merita.

Le scenografie sono impeccabili, Gran Burrone con le sue cascate è spettacolare come sempre e questo ci permette di parlare del 3D. Sì, sfidando mal di testa e nausea, sono andata a vederlo in 3D anche perché non c’erano le altre possibilità e francamente, a parte un aumento della lacrimazione, non ho avuto altri effetti collaterali, ma questa probabilmente era dovuta più che altro al raffreddore. Per quanto riguarda la riuscita del 3D, di sicuro è migliorato tantissimo rispetto al passato, però non ci convince ancora del tutto. Mentre in alcune scene ci sembrava di stare veramente dentro la pellicola, come per esempio quando i Nani con Gandalf corrono lungo le passerelle del reame dei Goblin, ad un certo punto ci è sembrato di scappare insieme a loro e in altre il realismo era assoluto, come quando all’inizio si vede Thorin di schiena in un angolo della pellicola, per un attimo ci è parso che uno degli spettatori si fosse messo in piedi davanti allo schermo e stavamo per dirgli di sedersi, in altre si notava troppo il distacco fra i personaggi e gli oggetti in primo piano e lo sfondo. Inoltre un certo senso di fastidio e confusione lo abbiamo notato quando oggetti piccoli e in movimento si muovevano velocemente verso di noi, per esempio gli uccellini, in alcuni casi il movimento rendeva il 3D sfocato.

Che dire, un film bellissimo, che riguarderemo più e più volte e di cui voglio assolutamente la versione estesa. :)

P.s.: nel film ho anche scoperto l‘anima nanica che è in me, quando uno dei Nani, non chiedetemi chi, dichiara che se un cibo è verde non lo mangia. Come lo capisco!

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