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Il ragazzo dai pantaloni rosa che si è suicidato a Roma per le prese in giro su Facebook

ragazzo dai pantaloni rosa

In tanti ricordano in queste ore il ragazzo dai pantaloni rosa che si è tolto la vita a Roma, per le prese in giro dei suoi compagni. Il giovane 15enne, Andrea, frequentava l’istituto Cavour, nel centro della capitale: alcuni coetanei avevano pubblicato su Facebook una pagina denigratoria del giovane, che amava truccarsi e vestirsi con i pantaloni rosa. Un ragazzo eccentrico che non ce l’ha fatta a sopportare quelle angherie. E a soli 15 anni ha deciso di togliersi la vita.

Il suicidio di giovani ragazzi sconvolge sempre l’opinione pubblica. Soprattutto se alla base c’è un disagio come quello provato da Andrea: in una triste giornata di novembre, a causa dei commenti troppo pesanti dei suoi compagni, che lo prendevano in giro per il suo stile, ha deciso di farla finita. Per sempre. Si è legato una sciarpa al collo, legando l’altro lato alla scala, lasciando così questo mondo. E tutti quei commenti.

Il corpo del giovane Andrea è stato trovato dal fratello più piccolo, che ha chiamato subito i genitori. Ma per lui non c’è stato nulla da fare. Il preside ha dato l’annuncio della sua morte a quegli stessi compagni che fino a quel mattino lo avevano deriso senza pietà.

Si è ucciso perché lo prendevano in giro per lo smalto sulle unghie e perché era omosessuale”, queste le parole di un amico che ha chiamato l’Help Gay Line, il numero che aiuta a denunciare casi di violenza come questo.

A quanto pare il ragazzo era gay, cosa nota ai suoi amici e anche ad altri che lo prendevano in giro. Chiediamo che venga fatta luce sulle ragioni del suicidio. E se tra queste ci sono forme di discriminazione per la sua dichiarata omosessualità. Adesso c’è chi parla di un semplice sfottò tra 15enni, di un semplice modo per ridere, ma forse la leggerezza del 15enne dai pantaloni rosa è diventata pesantezza, tanto pesante da fargli compiere il folle gesto Abbiamo sentito anche altri ragazzi della scuola frequentata dal suicida, altri li abbiamo ascoltati direttamente nell’istituto. Non sappiamo se fosse veramente gay, ma ciò non toglie che per il suo atteggiamento veniva deriso e che per questo motivo era sconvolto”, queste le parole di Fabrizio Marrazzo portavoce dell’associazione.

Ora la polizia indaga, anche su internet, su Facebook, per verificare che non ci sia stato dietro dello stalking o un caso di istigazione al suicidio.

Ciao Andrea!

2 Responses to “Il ragazzo dai pantaloni rosa che si è suicidato a Roma per le prese in giro su Facebook

  1. laura

    La cosa curiosa è che 20 minuti prima della manifestazione veniamo a scoprire che Andrea Maccarrone presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli comunicava che era tutto annullato con un post sulla bacheca dell’evento Facebook, dicendo che :

    “Ci giungono informazioni importanti sulla reale dinamica del fatto che ci spingono a cautela sulle dichiarazioni da fare.
    Il corteo previsto è quindi annullato e rinviato a data da destinarsi.” Andrea Maccarrone

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