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Dizionario contemporaneo di buone maniere di Laura Pranzetti Lombardini: il galateo nell’era digitale

Siamo nell’era digitale e anche il galateo ha dovuto evolversi. Ecco che allora nasce il libro ‘Dizionario contemporaneo di buone maniere’ (Gribaudo), scritto da Laura Pranzetti Lombardini. Una buona parte di questo volume viene dedicato, oltre che a come vestirsi, a come apparecchiare la tavola e a come comportarsi con gli ospiti, a come si manda una mail e un sms, cosa e come si scrive sui social network, sempre rimanendo nell’ambito della buona educazione e del rispetto altrui.

Uno dei capitoli del libro viene dedicato al cellulare. Bisognerebbe sempre iniziare la conversazione chiedendo ‘Disturbo?’, perché visto che te lo puoi portare con te ovunque, non hai idea di cosa la persona chiamata stia facendo. Vietato poi urlare perché ‘la distanza non implica decibel in più’. L’auricolare andrebbe usato solo in auto perché in strada si è un po’ ridicoli a parlare da soli. Evitare poi di parlare in luoghi pubblici di argomenti privati, mentre rimane sempre valido il dictat che durante riunioni, in musei, ospedali, chiese e al cinema deve essere messo in modalità silenziosa. Ed evitare come la peste di metterlo in bella vista sul tavolo quando si mangia.

Per quanto riguarda le conference calls, che sostituiscono le riunioni e permettono di risparmiare un sacco di tempo, bisogna comunque lasciar gestire il tutto al relatore o al tuo superiore e intervenire solo se interpellati, onde evitare di ‘accavallare le voci’. E ovviamente bisogna parlare ‘solo in modo pertinente’.

Andiamo ora a vedere le e-mail che andrebbero sempre iniziate con un saluto, seguito poi dal nome del destinatario. Il contenuto deve essere espresso in maniera chiara e non logorroica e si deve terminare con il saluto e la firma. La data non serve, in quanto viene inserita automaticamente. D’obbligo l’oggetto, che sia il più chiaro possibile. Se l’argomento interessa diverse persone, bisognerebbe metterle a conoscenza utilizzando la funzione cc. Chi è messo in copia, però, non deve rispondere, ma solo prendere atto della conversazione in corso. Ed evitare il malefico rispondi a tutti, che intasa la casella di posta elettronica. Altra cosa da non fare è inviare allegati troppo pesanti e non insistere se qualcuno non ti risponde: ci sarà pure un motivo.

Ovviamente non bisogna utilizzare internet in ufficio a scopi personali, per chattare o per scaricare file illegali. Skype va utilizzato solo quando strettamente necessario. Per quanto riguarda i social network, l’autrice sostiene che ‘qualche discorso in più e qualche ora al computer in meno possono far bene’, ma occhio a seguire i limiti imposti dal datore di lavoro che potrebbe facilmente rintracciare i vostri movimenti e commenti su Facebook o Twitter.

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