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Digitale terrestre: problemi in arrivo con l’attivazione delle reti 4G di telefonia

Ancora problemi con il digitale terrestre. Questa volta la colpa è tutta della prossima attivazione delle reti 4G di telefonia. E basta, non se ne può più! Che il passaggio al digitale terrestre fosse una fregatura su tutti i fronti lo avevamo già immaginato, poi a passaggio avvenuto lo abbiamo confermato. Non so voi, ma fra decoder che si fulminano ad ogni temporale, canali in cui il video o l’audio saltano ad intervalli regolari, canali che per qualche motivo spariscono dalla sintonizzazione, abbiamo passato i nostri bravi guai.

Senza contare le spese, tutte a nostro carico ovviamente, sia per l’acquisto dei decoder che per la risistemazione dell’antenna. La quale, oltretutto, fra un po’ dovrà subire una nuova manutenzione da parte degli antennisti. Il problema è che dal 2013 verranno attivati i nuovi impianti di telefonia di quarta generazione, quelli chiamati 4G: grazie ad essi, internet sarà disponibile su banda ultra larga per chiavette, tablet e smartphone.

Tutto molto belle ed interessante, non fosse per un unico, piccolissimo dettaglio. La frequenza degli 800 Mhz, una fra le tre sulle quali verrà attivato il 4G, è per combinazione vicina a quella di alcuni canali televisivi. Ecco quello che succederà: questi canali saranno disturbati dagli impianti 4G. Saranno coinvolti dispositivi Wind, che hanno le frequenze più vicine a quelle dei canali de dtt, ma anche Tim e Vodafone.

Ovviamente non mancano le polemiche: gli italiani già non sono stati molto felici di dover sborsare fior di quattrini per poter vedere la televisione, adesso dovremmo un’altra volta pagare per l’adeguamento degli impianti? In linea teorica questi costi dovrebbero essere totalmente a carico degli operatori, in fin dei conti saranno loro i responsabili di tutti questi fastidi, però ricordate che siamo in Italia e quindi le trattative sono ancora in corso.

Mario Frullone, direttore ricerche della Fondazione Ugo Bordoni, che si sta occupando di questo problema, ha dichiarato: ‘C’è un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico al quale partecipano gli operatori che hanno già dato la propria disponibilità a farsi carico degli oneri’. Proprio di tutti gli oneri? No, perché nella maggior parte delle volte c’è sempre qualche cavillo per cui l’utente finale finisce per dover sborsare qualcosa di tasca propria.

In teoria dovrebbe ben presto essere attivato un call center, gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni, su richiesta dello stesso Ministero, a cui i cittadini che avranno problemi a vedere i canali del digitale terrestre, una volta accesi gli impianti 4G sulla frequenza di 800 Mhz, potranno rivolgersi per chiarire la situazione. Ah, che bella idea passare al digitale!

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