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Deve mantenere la figlia, anche se bambocciona

Vignetta sui bamboccioni

Vignetta sui bamboccioni


Ha una figlia che di studiare proprio non vuole saperne. A 32 anni è iscritta da otto all’università (facoltà di Filosofia) e non è ancora laureata. Per questo motivo il padre tre anni fa le aveva tagliato i viveri. Oggi il Tribunale di Bergamo lo ha condannato a pagare gli alimenti alla figlia.

Protagonista di questa vicenda è un artigiano trentino che oggi vive a Bergamo con la nuova famiglia. Tre anni fa il padre aveva deciso di non pagare più il manenimento alla figlia che era fuoricorso all’università ormai da parecchi anni. La ragazza non disse nulla.

A distanza di tre anni ha però chiesto nuovamente aiuto al padre che ha rifiutato. La figlia si è così rivolta al giudice che ha deciso: il padre deve darle i soldi necessari per il suo mantenimento finchè lei stessa non sarà in grado di mantenersi da sola.

Il padre si trova così costretto a pagare gli alimenti alla figlia oggi 32enne, ribattezzata già dai media come la nuova “bambocciona”(secondo la celebre definizione dell’ex ministro dell’Economia Padoa Schioppa).

Roberto Calderoli ha commentato così la vicenda: “Le sentenze vanno rispettate, ma questa a mio giudizio rappresenta un errore clamoroso. Il povero genitore ricorra tranquillo in appello e in quella sede, o in Cassazione, troverà applicazione non soltanto del diritto ma anche del buon senso”.

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