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Aggressione Berlusconi: le reazioni

Le dichiarazioni di Antonio Di Pietro sull'aggressione a Berlusconi hanno provocato molte polemiche

Le dichiarazioni di Antonio Di Pietro sull'aggressione a Berlusconi hanno provocato molte polemiche


Da qualche giorno ormai le pagine di giornali, social network, siti internet e blog sono pieni di notizie sull’aggressione subita da Silvio Berlusconi domenica 13 novembre in piazza Duomo a Milano.

Dalla sera stessa dell’evento si sono susseguite le dichiarazioni e le reazioni politiche. Quasi unanime la condanna all’aggressione. “Gesto gravissimo tutte le forze politiche hanno il dovere di manifestare una convinta condanna esprimendo solidarietà al presidente del Consiglio, ha dichiarato Gianfranco Fini, l’alleato con cui ultimamente Berlusconi aveva avuto qualche incomprensione.

Il segretario del Partito Democrato Pierluigi Bersani ha detto: “Ci troviamo davanti ad un gesto inqualificabile”, confermando così la condanna di Fini.

Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e portavoce del Premier, ha dichiarato subito dopo l’aggressione: “Il premier è rimasto molto male per l’accaduto”. E aggiunge: “E’ una persona molto sensibile e mi diceva nel tragitto in auto da Arcore alla manifestazione di piazza Duomo: ‘C’e’ una tale spirale di odio, non pensi possa succedere qualcosa?’”.

Hanno però fatto molto discutere le parole di Antonio Di Pietro: “Non tollero la violenza, ma Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefreghismo istiga alla violenza. Non intendo dare alcuna scusante all’aggressore: è un malato di mente che deve rispondere del suo gesto criminale, ma non intendo iscrivermi al club dei buonisti di convenienza e degli ipocriti”.

Anche la reazione di Rosy Bindi è stata molto contestata. Ecco le sue dichiarazioni: “Solidarietà al premier, vittima del gesto isolato di una persona psicologicamente fragile che, è del tutto evidente, non ha mandanti né morali né costituzionali. Se però si vuole fare un’onesta riflessione sul clima politico, tutti devono sentirsi responsabili, anche il presidente del Consiglio e la sua maggioranza che da mesi cercano di dividere il Paese con pesanti attacchi al presidente della Repubblica, alla Corte Costituzionale, alla magistratura e al Parlamento”.

Non poteva mancare il commento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha espresso “il più netto, rinnovato appello perché ogni contrasto politico e istituzionale sia ricondotto entro limiti di responsabile autocontrollo e di civile confronto, prevenendo e stroncando ogni impulso e spirale di violenza”.

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