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10 diete bizzarre degli scrittori del 1800

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Forse non tutti sanno che nel 1800 andava assai di moda essere vegetariani, anzi, i vegetariani erano chiamati pitagorici. Fondamentalmente piaceva l’idea romantica di mostrare compassione e amore per le creature e la natura non mangiando carne, anche se questo non impediva loro di sterminare intere piantagioni di povere carotine. Tuttavia questa tendenza al vegan ha dato origine ad alcune diete assai bizzarre di celebri scrittori, non tutte proprio vegetariane, vediamo quali.

1. Robert Louis Stevenson

Tutto si può dire di Robert Louis Stevenson fuorché fosse un vegetariano. Mangiava ogni cosa e in grandi quantità. Fumo, caffè forte, alcol, ogni cosa che poteva fare male o dare dipendenza, lui l’ha provata. Il problema è che questa dieta ad alto tasso di carboidrati e colesterolo gli ha provocato danni neurologici, fra cui attacchi ripetuti di meningite. Pressione alta, tachicardia: tutto questo di sicuro non gli ha fatto bene.

2. Charles Darwin

Charles Darwin soffriva di iperacidità gastrica, gotta e flatulenza. Per curarsi, assumeva dieci gocce due volte al giorno di acido muriatico e mangiava solo piccole porzioni di pollo e frittata di formaggio. Il suo medico inutilmente cercò di convincerlo a mangiare toast o almeno patate, per aumentare la dose di amido giornaliero, ma Darwin era convinto che la sua dieta fai-da-te avesse ridotto il suo vomito. Contento lui.

3. Walt Whitman

La colazione del campione di Walt Whitman: carne ai ferri e ostriche. Fondamentalmente il poeta e giornalista americano credeva in una dieta iper proteica, con le ostriche per mantenere intatta la sua mente acuta. Se questa era la colazione, a pranzo e a cena cosa mangiava?

4. David Linvingstone

Povero David Linvingstone: essendo spesso in viaggio, sul suo diario da campo ha descritto minuziosamente anche cosa si era ritrovato costretto a mangiare. Acqua e becchime nelle occasioni buone, non oso pensare a cosa succedeva quando non trovava il becchime. Il che spiega però perché spesso Livingstone non ce la facesse a sostenere il ruolo di esploratore a causa della mancanza di energie. Perse parecchio peso durante i suoi viaggi, ma il becchime va bene se sei una gallina, non David Livingstone.

5. Charlotte Bronte

Le sorelle Bronte non erano proprio ricchissime. In alcuni momenti della loro vita hanno rischiato di morire di fame, spesso si sono trovate a doversi sostentare solamente con un po’ di porridge bruciato e un pezzettino di pane. Ecco perché spesso nei lbiri di Charlotte Bronte troviamo eroine che quasi muoiono di fame in segno della loro estrema forza morale.

6. John Keats

Il medico di John Keats tentò di curare il suo stress, i dolori di stomaco e la tubercolosi con una dieta a base di acciughe e un piccolo pezzo di pane. Tutti i giorni questo splendido menù. A causa della carenza di vitamine e di minerali, Keats cominciò ad avere una serie di emorragie. Vi stupite se Keats era sempre a corto di energie?

7. Charles Dickens

Charles Dickens era fermamente convinto che una mela al forno ogni giorno durante i viaggi in mare servisse a prevenire il mal di mare. Ecco spiegata la sua ossessione in Oliver Twist per le mele al forno. E ipotizzò che anche la labirintite a terra potesse essere curata con delle mele. Più mele per tutti!

8. Lewis Carroll

Lewis Carroll fumava oppio e questo potrebbe spiegare molte cose di Alice nel paese delle meraviglie. Visto che fumarlo non era abbastanza, ad un certo punto lo scrittore cominciò ad integrare i pasti giornalieri con piccoli spuntini di oppio. Forse non aveva un alito eccelso, ma la sua mente volava che era un piacere.

9. Lord Byron

Lord Byron da sempre aveva un problema di peso: diciamo che soffriva di un effetto yo-yo a causa della sua passione per i carboidrati. Ecco che così decise di sviluppare una sua propria dieta. Durante gli anni universitari visse di acqua, biscotti secchi e patate lesse con aceto. In questo modo riuscì a dimagrire di 32 chili. Inoltre anche d’estate indossava strati e strati di lana, per indursi a sudare e perdere così peso.

10. Percy Shelley

Percy Shelley decise di diventare vegetariano per combattere le ingiustizie verso le classi inferiori (in che modo questo potesse aiutarle proprio non saprei!). Inoltre aveva una bizzarra paura della trasmigrazione delle anime nel caso avesse mangiato della carne (e qui sorge spontanea la domanda: un pezzo di filetto ha un’anima che possa trasmigrare?). Per molti anni Shelley fu un convinto vegetariano, ma alla fine anche lui rinsavì e ricominciò a mangiare la carne.

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